Documentari /  kootz /  30 Dicembre 2020 /  7 views

Generazioni che si incontrano, ricordi che si intrecciano, passioni che si trasmettono, sono questi i sentimenti con cui Salvatore Siviglia, uno degli ultimi ellenofoni di Calabria, cerca di coinvolgere i nipotini nel difficile tentativo di tramandare loro una lingua e una cultura che, a suo dire, è destinata a perdersi e a non rinnovarsi.

Un poeta che non si definisce tale ma che lo è di diritto; un libero pensatore, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita lottando contro tutto e contro tutti per fare in modo che la lingua dei suoi avi non si perdesse nel tempo.

Ha lottato tanto, ha fatto tanti sacrifici spostandosi da una città all'altra per fare in modo che le generazioni future non si vergognassero delle loro origini come è successo alla sua generazione. Infatti è proprio a causa di questa vergogna che si è bloccato lo sviluppo e l'evoluzione della lingua lasciandola relegata a un uso agro-pastorale e, fino a qualche decennio fa, trasmessa solo oralmente.

Salvatore è nato e cresciuto a Chorìo di Roghudi, nel cuore della montagna aspromontana, un posto disperso nella campagna, lontano da ogni forma di inquinamento e progresso ma che viene apprezzato da tutti gli studiosi della lingua e della cultura dei Greci di Calabria perchè, insieme a Gallicianò, è il paese "dove si parla il miglior Greco" (Cit. Giulio Cesare Livretta, Procuratore Generale del Regno delle due Sicilie per la provincia di "Calabria Ultima", 12 luglio 1845) .

La sua paura è di perdere questa identità conquistata dopo decenni di sacrifici e di impegno.

Il film presenta Salvatore che, stimolato dalla curiosità dei nipotini ripercorre gli anni del suo impegno e ritorna con la mente, ma anche fisicamente, alla sua Roghudi, al suo Ghorìo, alla fonte della sua immensa e fantastica gioventù dai cui ricordi sono nate le sue più belle poesie.

Parla con i bambini del lavoro, della sua adorata moglie da poco scomparsa, della vita che si conduceva in un posto che dall'isolamento e dall'abbandono ha partorito i migliori riconoscimenti e apprezzamenti del mondo accademico nazionale e internazionale.

Si assicura che i giovani possano continuare a esprimersi nella "glicìa glòssa" la dolce lingua dei nostri padri cercando di dare significato e positività a un futuro incerto e difficile.

Da quando abbiamo cominciato a pensare a questo progetto lo abbiamo seguito nei suoi convegni, nei suoi percorsi culturali e nelle sue presenze vicino a bambini, a giovani, a esperti e a studiosi. Abbiamo conosciuto il vero Salvatore: energico, forte, fiducioso e appassionato, lo abbiamo apprezzato per l'energia che trametteva a chiunque si avvicinasse ad ascoltarlo; oggi, nonostante l'età e la salute un po' incerta, continuiamo a cogliere nei suoi modi e nelle sue trovate i segni caratterizzanti dell'uomo della vecchia guardia, di una generazione mai completamente assuefatta e mai rilassata, sempre pronto a ricominciare, sempre pronto a ripartire, mai stanco e con quella grande passione che intende tramandare ai suoi cari che lo seguono e lo ammirano in tutti i suoi momenti.

Seguirlo non è stata una passeggiata, la sua grande forza e e la sua enorme passione non conoscono spazi ristretti e confini segnati, lui vuole sempre essere padrone della situazione e gestire in prima persona tutti gli aspetti del lavoro. Non conosce copioni, non conosce confini, margini, limiti, è un vulcano che è sempre in attività e che fa di tutto per butttare fuori il massimo senza stancarsi e senza chiedere soste, pause o sospensioni.

La sua tenacia ha reso fieri centinaia di persone che fino a poco tempo fa non conoscevano nemmeno l'esistenza di alcuni paesi dell'entroterra greco-calabro; la sua forza ha trasformato il modo di pensare di migliaia di persone che oggi sono orgogliose e fiere di appartenere a un mondo che affonda le sue radici nella lontana Magna Grecia, ma che fino a dieci anni fa non riconoscevano a questo mondo nessun merito approfittando di qualsiasi occasione per disprezzarlo. Salvatore durante le riprese ha recitato alcune delle sue poesie scritte in Greco di Calabria che hanno sempre come argomento il paese e la famiglia.

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